Sa Fregua de Segariu (Fregola fatta a mano di Segariu)

Oggi una ricetta speciale…questo è il post numero 100 di viagenovaquaranta…abbiamo pensato di festeggiarlo condividendo con voi questa specialità regionale Sarda che se pur impegnativa nella preparazione vi saprà dare moltissime soddisfazioni.

WikipediaSegariu è un comune italiano di 1.315 abitanti della provincia del Medio Campidano in Sardegna, nella regione storica della Marmilla. Il nome Segariu viene dal Sardo Campidanese “s’ega ‘e riu”, (“sa bega de riu”) cioè “la valle acquitrinosa del fiume”, in quanto l’abitato si trova sulla sponda sinistra della valle formata dal Torrente Lanessi, affluente del Flumini Mannu. Il nome Segariu potrebbe anche derivare dal fatto che il paese è attraversato dal Rio Pau (arriu , riu Pau), quindi ne deriva “segau de s’arriu” = Segariu.

Per ulteriori Informazioni sul territorio e sulle attività tradizionali di Segariu rimandiamo al sito della Proloco.

Ingredienti:

  • 1 kg di semola extra di grano duro
  • 6 uova fresche sbattute e allungate con 3 bicchieri d’acqua
  • una presa di sale
  • una bustina di zafferano

    Ingredienti

Preparazione:

  1. sciogliere il sale e zafferano nel composto di uova e acqua;
  2. versare a pioggia la semola lentamente, in un recipiente ampio e tondo;
  3. spandere un cucchiaio del preparato con le uova;

    formazione della prima fregola

  4. girare l’impasto con la mano muovendo il braccio in modo circolare e costante (a seguire i bordi del recipiente) in modo che si formino dei piccoli grumi;

    prima fregola

  5. continuare a girare facendo in modo da dare ad ogni grumo una forma tonda aggiungendo semola e uova allungate;

    aggiunta di semola e uovo sbattuto con l'acqua

    lavorazione dopo l'aggiunta di ulteriore semola e uovo sbattuto con l'acqua

  6. togliere dal recipiente la fregola man mano che si forma;
  7. asciugare la fregola al sole in un paniere largo coperto da un panno (noi l’abbiamo fatta la sera quindi in attesa del sole del giorno successivo l’abbiamo messa davanti al fuoco);

    fregola di varie misure che asciuga davanti al camino

  8. completare l’essiccamento in forno 180° per eliminare l’umidità residua e per terminare con una “cottura” la preparazione della fregola che acquisterà così la tipica fantasia dove alcune fregoline sono più scure di altre.

fregola nella civedda

fregola nella civedda

fregola di quattro misure nei sacchetti

Nota:

  1. Si verranno a creare palline di misure diverse che andranno separate in base alla misura, non è difficile, basta agitare la civedda e le più grandi di volta in volta verranno su da sole. A noi son venute 4 misure come potere vedere nella foto.
  2. Questa fregola è una pasta all’uovo e come tale si presta ad essere cucinata sia come minestra che come pastasciutta condita in tutti gli svariati modi che la fantasia può suggerire.
  3. La fregola, diffusa in tutta la Sardegna, si fa anche escludendo l’utilizzo delle uova, utilizzando quindi solo acqua salata.
  4. la quantità d’acqua della ricetta originale per noi è stata troppa, abbiamo quindi ridotto l’acqua.

buona preparazione,

viagenovaquaranta.

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15 commenti

  1. Wow!!!
    Questo post è altamente interessante!!!
    Soprattutto perchè spiega esattamente come si realizza questo prodotto davvero squisito!
    La lavorazione è molto simile al cous cous, anche se non vi è l’uso dell’uovo e poi la cottura avviene al vapore con la couscussiera.
    Ma la base,la semola è identica!
    Quindi la colorazione più o meno brunita è data dall’entità dell’essiccazione stessa.
    Complimenti per il post!

    Rispondi
    • Ciao Alberto! Si la colorazione è data dall’essicazione in forno…le fregoline più piccole si scuriscono più di quelle grandi. Il cous cous è ottimo in tanti modi, lo stesso vale per la fregola anche se tende più ad essere condita come una pastasciutta. A breve pubblicheremo qualche ricetta interessante con la fregola..grazie per la visita, a presto!

      Rispondi
  2. 4lys

     /  gennaio 18, 2012

    WOW! Ricetta impegnativa ma risultato strepitoso! Ah… le sane e buone ricette della tradizione!
    Happy Post-versary e complimenti per la simpatia e la qualità del Blog!😉

    Rispondi
    • Grazie 4lys! Bè che dire…ve la farò assaggiare!😀 potremmo farci una fregolata con le vongole…hahahhaha! grazie per la visita!

      Rispondi
  3. Che meraviglia! Altro Bimby, apri la scatola tal de tali, prendi il surgelato tal altro, il soffritto già pronto. Bisogna fatigà per mangiare bene!
    Bravo attendo con ansia le tue ricette non potranno che essere da fare e basta!

    Rispondi
  4. Da sarda ti dico che questo post m’ ha gonfiato il cuore! Che meraviglia! Provatela anche con ceci e vongole! E’ fantastica!

    Rispondi
    • Sono felice che ti sia piaciuto il post! Con le vongole la conosciamo già ma proveremo anche coi ceci! grazie per il consiglio e per la visita al blog! A presto!

      Rispondi
  5. accantoalcamino

     /  gennaio 27, 2012

    Uno spettacolo, complimenti🙂

    Rispondi
  6. Salve siamo della proloco di segariu…volevamo chiarire che la fregola in queste foto non corrisponde a quella preparata da noi…nonostante la ricetta in mostra nella foto risulti essere nostra..Per vedere la fregola di segariu cliccate su wwww.prolocosegariu.jimdo.com grazie…

    Rispondi
  7. Salve, evidentemente c’è stato un fraintendimento. La fregola in foto è PREPARATA DA ME. In nessuna parte dell’articolo si parla di fregola fatta da voi. Ne consegue che le foto sono della MIA FREGOLA fatta a mano con la VOSTRA RICETTA. Questo è un blog di cucina e prepariamo ogni cosa che pubblichiamo senza minimamente sognarci di prendere e fare un “copia e incolla” da altre parti anzi mi pare che la fonte della ricetta preparata da noi sia stata ampiamente citata sia con informazioni riguardanti il Comune sia con la foto al foglio con stampata la ricetta. Non capisco davvero il tono del vostro commento, soprattutto visto che mi sono preoccupato anche di avvisare il comune della pubblicazione del post pensando di fare cosa gradita. Utilizzare lo spazio dei commenti per inserire il vostro link (peraltro non fruibile perché inserito erroneamente) è stato decisamente sgradevole, avreste potuto chiedermi di citare anche voi come proloco oltre al Comune e alle altre informazioni che ho inserito sulla fregola; cosa che avrei fatto con molto piacere. A questo punto mi chiedo perché stampare materiale di divulgazione delle ricette se poi non è di vostro gradimento che qualcun altro, oltre a voi, si cimenti nella preparazione della ricetta e ne parli per diffonderla in rete. Vorrei ricordarvi inoltre che, per esempio, la pasta all’amatriciana può essere preparata da TUTTI senza l’autorizzazione della pro loco di Amatrice; e chiunque può diffonderne (per fortuna) la ricetta (come le centinaia di migliaia di ricette del nostro patrimonio culturale) in quanto parte di un patrimonio comune. Per correttezza, ad ogni modo, mi scuso con voi per non avervi citato e provvederò al più presto alla modifica dell’articolo con l’inserimento del link al sito della proloco di Segariu.
    Grazie comunque per la cortese visita.

    Rispondi
  8. Sabrina

     /  gennaio 4, 2016

    Spiegazione chiarissima. Una sola domanda: ho visto che le avete messe in sacchetti di plastica. E’ questo il metodo di conservazione della fregola essiccata o tostata? Mi pongo il problema perché vorrei prepararne un po’ di più e conservarla. La plastica fa un po’ a botte con la pasta fresca fatta in casa, ma questa è essiccata…

    Rispondi
  1. fregola sarda alla campidanese « viagenovaquaranta
  2. Fregola con arselle in viagenovaquaranta « viagenovaquaranta

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